La Galleria d’Arte Fidanda è lieta di presentare “POETICA DELLA MATERIA”, una mostra personale dedicata al Maestro Paride Bianco, in programma dal 15 al 29 marzo 2025. Situata nel cuore del quartiere storico La Venezia a Livorno, la galleria offre uno spazio espositivo che valorizza le opere dell’artista, creando un dialogo tra l’arte contemporanea e l’architettura storica circostante. Fondata nel 2022 da Giacomo Fidanzi e Andrea Giomi, la Galleria d’Arte Fidanda si è rapidamente affermata come un centro di riferimento per l’arte e il collezionismo a Livorno. Oltre a presentare mostre di artisti contemporanei, la galleria offre una selezione curata di opere esclusive, sculture e oggetti da collezione, mantenendo vivo il legame tra tradizione e innovazione.
La mostra Poetica della Materia, curata dall’Architetto Eleonora Sassoli e dalla Scrittrice e Critica d’Arte Giuliana Donzello, esplora il percorso artistico di Paride Bianco, mettendo in evidenza la sua costante ricerca sulla materia pittorica e la capacità di trasformare il colore in linguaggio poetico. Il percorso espositivo si articola in gruppi di tre opere, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che pone l’accento sulla potenza espressiva del segno, sulle tracce lasciate dalla memoria e sulla capacità della pittura di essere testimonianza e trasformazione del tempo.
CONCETTO CURATORIALE
La mostra Poetica della materia esplora il modo in cui la pittura di PARIDE si sviluppa attraverso l’interazione tra tecnica, colore e memoria. Il percorso espositivo è articolato in gruppi di tre opere, accostate per il loro legame cromatico e strutturale, pur appartenendo a periodi e tecniche differenti. Questa scelta espositiva consente di evidenziare la coerenza del linguaggio dell’artista e il ruolo centrale della materia nella sua poetica.
I temi principali della mostra includono:
- Il ritmo e l’assonanza: il gesto pittorico diventa un elemento musicale e ritmico.
- Materiale e immateriale: il calco e il frottage creano immagini che emergono dalla superficie come tracce di memoria.
- Immanente e imminente: il segno pittorico oscilla tra la percezione del reale e la sua trasformazione nel tempo.
L’esposizione guida il visitatore attraverso l’universo espressivo di Bianco, mettendo in risalto la sua capacità di trasformare la pittura in un processo di conoscenza e di esplorazione sensoriale.
SEZIONI DELLA MOSTRA
La mostra è suddivisa in sei sezioni tematiche, ognuna delle quali presenta un trittico di opere, mettendo in luce i temi chiave della poetica di Bianco:
I CANTI DEL BLU – L’INFINITO E IL TEMPO SOSPESO
- Un sospiro in blu (1991)
- Paesaggio (tris cerulei) 1 (1985)
- Acqua (2023)
→ Il blu diventa simbolo della profondità e della contemplazione, con opere che evocano il silenzio della materia e la sospensione del tempo.
IL FUOCO DEL MITO – PASSIONE E DESTINO
- Edipo (2023)
- Gli amanti infelici (Canto V Inferno) (2017)
- Il cap di Pinkerton (1983)
→ Il rosso e i toni caldi trasmettono pathos e tensione, evocando miti e tragedie universali attraverso la tecnica del calco.
TERRA E MATERIA – LE RADICI DEL SEGNO
- Sulla via Francigena (2020)
- Fase di ristrutturazione numerica (1989)
- Terra libera (1991)
→ Il giallo e le tonalità terrose raccontano paesaggi interiori e la stratificazione della memoria.
OMBRE E PRESENZE – IL VUOTO CHE PARLA
- Calco per cattedrale (1988)
- Quel che resta, ed è molto (2015)
- Il generale (1987)
→ I toni scuri danno voce all’assenza, con il calco che si fa memoria del tempo.
L’ARMONIA DEL CAOS – LA DANZA DEL COLORE
- La colazione di Trilli (2024)
- L’aspetto osservabile dello stato iniziale (Arlecchino) (2002)
- VIP (1986)
→ Il colore si libera in un gioco di energia e ritmo, trasformando la superficie in un campo di forze.
IL SEGNO COME MUSICA – MOVIMENTO E STRUTTURA
- In discoteca (1991)
- La scia (1991)
- Su e giù fino a Mestre (1991)
→ Il segno si sviluppa come una partitura visiva, esplorando il rapporto tra gesto e ritmo.
Un percorso, in sostanza, che invita ad esplorare la profondità del segno e del colore, lasciandosi trasportare dal ritmo della materia e scoprendo come il lavoro di Paride Bianco trasformi la pittura in un’esperienza sensoriale e filosofica. L’arte diventa così un processo di conoscenza e trasformazione: la materia si fa poesia, il colore si fa pensiero.